Tra le 3,30 di stanotte e le 8,00 di domani mattina, si verificherà un’eclissi di Luna piena.
Con la Luna piena del mese di maggio si celebra l’Esbat della Luna dei Fiori. Gli Esbat sono rituali religiosi pagani e neopagani, associati alle fasi lunari, che si celebrano ogni 30 giorni, seguendo il ciclo lunare.
Con il plenilunio di maggio si celebra anche il Vesak, una festività mobile buddhista che ricorda simbolicamente la nascita, l’Illuminazione e la morte del Buddha Gautama.
Il Vesak buddhista si celebra durante il plenilunio di maggio perché, secondo la tradizione, tutti e tre gli eventi della vita del Buddha si verificarono in quest’arco di tempo. In sanscrito il mese si chiama Vaishaka, da cui Vesak.
In pratica consiste in un omaggio di offerte, fiori, candele e incensi al Buddha storico, ai templi e ai monaci, che benedicono i fedeli, meditano, pregano e offrono banchetti ai bisognosi.
Secondo alcune tradizioni viene anche bagnata con acqua la testa dei fedeli, in segno di purezza e ciclicità. È una festa gioiosa, ricca di banchetti, bancarelle e processioni che si trasforma in un’occasione per meditare anche se non si è fedeli.
Dal Vesak buddhista ha preso ispirazione il Wesak Acquariano. Anche il Wesak è una festività mobile ma è un rituale ispirato alla Teosofia, una corrente di pensiero fondata da Helena Petrowna Blavatsky, alla fine dell’800. La Blavatsky ricevette indicazioni sull’importanza del Vesak e sulla necessità di trasformarla in una festività che tutta l’Umanità avrebbe dovuto celebrare per realizzare il Piano Divino sulla Terra e per favorire una profonda trasformazione della Coscienza a livello mondiale. Alcuni membri della Società Teosofica hanno diffuso, nel tempo, le indicazioni sulle celebrazioni, avvertendone la necessità soprattutto prima della Seconda Guerra Mondiale, in cui le forze del male si sono manifestate più prepotentemente.
Il Wesak viene celebrato, ogni anno, in forma virtuale, in una valle alle pendici del Monte Kailash. Nel 1981, invece, come predetto nel 1946 dal Maestro Djwhal Kool, detto il Tibetano, è stato celebrato a Torino il primo Wesak occidentale, da tale Antonio Amerio, un uomo semplice, ignaro della profezia.
Le indicazioni invitano a celebrare il Wesak in forma pubblica, ogni plenilunio del Toro, con quante più persone possibili e a recitare e diffondere “La Grande Invocazione” per contrastare le forze del male.
Quindi Vesak e Wesak, pur essendo festività di origine diversa, hanno in comune la finalità di aspirare ad una convivenza più pacifica tra uomini e donne, di promuovere i valori universali di amore, compassione, fratellanza e rispetto reciproco.
L’attualità dei presupposti e delle finalità di queste celebrazioni mi ha spinto a parlartene e ad invitarti a condividere, a modo tuo, con amore, la ricerca della Pace, magari anche recitando “La grande Invocazione”.
La Grande Invocazione
Dal punto di Luce nella Mente di Dio
Affluisca Luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.
Dal punto di Amore nel Cuore di Dio
Affluisca Amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.
Dal Centro dove il Volere di Dio è conosciuto
Il Proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il Proposito che i Maestri conoscono e servono.
Dal centro che viene detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sigillare la porta dove il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.
con amore





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