La maggioranza delle persone che si rivolgono a me per un consulto sono preoccupate per come potrebbe delinearsi il proprio futuro.
Siamo continuamente chiamati a fare delle scelte e, a volte, l’insicurezza ci blocca perché abbiamo paura di sbagliare, vorremmo avere più certezze.
Da tempo immemorabile le carte e gli oracoli aiutano chi vuole comprendere qual è la via più giusta da seguire per non commettere errori o per favorire la propria evoluzione.
La cartomanzia serve innanzitutto a capire.
Chi si affida alle carte e agli oracoli spera di poter scoprire cosa accadrà in futuro e, quindi, sentirsi più tranquillo.
Il cartomante è un canale e deve esserlo senza filtri, senza omettere o modificare nulla di ciò che vede e percepisce, perché il consultante deve essere consapevole della situazione e libero di scegliere se accettare o meno il responso.
D’altronde una lettura di carte e oracoli non fornisce risposte certe, ma mostra al consultante la situazione nel suo complesso, in modo che sia solo lui, o lei, a decidere col proprio libero arbitrio la soluzione che ritiene più vantaggiosa per il proprio bene.
“Quindi il destino non è già scritto?”, “Come si possono fare previsioni sul futuro se il destino non è scritto?”, “Il futuro che appare in una stesa è solo un possibile futuro?”. Spesso sono queste alcune domande che i consultanti mi pongono.
Potremmo parlare di diverse teorie scientifiche ma il mio blog non si occupa di meccanica quantistica, di Heisenberg né di Einstein.
Semplicemente, sappiamo che molti credono che tutto sia già predestinato e rinunciano a modificare gli eventi con la propria volontà, accettando passivamente tutto ciò che capita loro, nel bene e nel male, e ritenendosi, di conseguenza, di volta in volta, fortunati o disgraziati.
Altri credono che tutto sia casuale; altri ancora affermano che il nostro destino ce lo creiamo da soli, giorno per giorno, con le nostre scelte.
Personalmente credo che il destino sia in parte già scritto, la differenza la fa il modo in cui lo affrontiamo. Il “cosa” sarebbe già scritto, il “come” è da scrivere.
Secondo me ci sono alcuni eventi che sono già determinati, che dovranno inevitabilmente accadere, magari perché servono alla nostra evoluzione o alla messa in atto dello scopo della nostra vita; ci sono, poi, altri eventi che, invece, possono essere evitati, cambiati o semplicemente vissuti come ci arrivano, il cui esito non interferirà, in ogni caso, con il nostro progetto di vita, e sono quelli in cui il nostro libero arbitro può intervenire.
In ogni caso, che il destino sia già stabilito o meno, ritengo che ognuno debba vivere con consapevolezza, prendersi la responsabilità delle proprie azioni, perché queste influenzano anche la vita di chi interagisce con noi.
Ma siamo davvero liberi di scegliere? Come scegliamo quale strada seguire?
Spesso le nostre scelte sono fatte in modo inconscio o sono influenzate da emozioni e sentimenti che ci condizionano inconsapevolmente. In ogni caso se ognuno ha il proprio destino non può cambiarlo solo desiderandolo, occorrono azioni concrete e, se non si riesce a cambiarlo, sicuramente non dobbiamo affrontarlo con paura.
Se stiamo vivendo un periodo duro non è più importante capire “quando passerà” ma quali sono le azioni e gli atteggiamenti che dobbiamo scegliere per viverlo al meglio, finché persiste o, addirittura, per fare in modo che finisca al più presto perché potrebbe dipendere anche da nostre azioni passate, compiute, inconsapevolmente o meno, a nostro svantaggio.
“Homo faber ipsius fortunae”
“Ognuno è artefice del proprio destino”, scriveva Appio Claudio Cieco (350–271 a.C.).
Cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze a riguardo? Avete mai provato a cambiare il vostro destino?
Sarò felice di leggere i vostri commenti.
con amore





0 commenti